Sunday, 09 October 2011 21:21

UN PROGRAMMA DI GOVERNO Featured

Written by  Renato Costanzo Gatti
Rate this item
(0 votes)

Premessa

L’emergenza politica e finanziaria, cui ci troviamo di fronte, richiede all’opposizione che si vuol fare governo, di essere pronta con un programma di pochi punti largamente condivisibili dalle forze responsabili anche se impopolari.

 

 E’ con quest’ottica che proviamo a individuare pochi punti (emendabili e modificabili) per sondarne il consenso di tutta l’area dell’opposizione.

 

Non è un programma di “sinistra”, ma un programma da C.L.N. cioè di forze diverse ma con l’obiettivo comune di rimettere in piedi questo Paese. Il Manifesto della Confindustria ha spunti interessanti su questo versante, anche se, a nostro parere, non affronta il problema del debito, e disegna riforme che riguardano gli altri senza un minimo di autocritica (che pur in passato aveva fatto).

Punto primo: uscire dall’emergenza finanziaria

Finché il Paese ha il debito che ha non può permettersi di non cercare di ritrovare la fiducia di chi compera nostri titoli del debito pubblico. Non crediamo alla scorciatoia del dichiararci insolventi e non pagare il debito. Riteniamo invece che la strada maestra sia un’immediata riduzione del debito pubblico di 400 miliardi di euro: 200 mediante una patrimoniale una tantum (pensiamo alla proposta Nomisma), 200 mediante cessione di assets pubblici. Riducendo drasticamente il debito pubblico al 1oo% del PIL (unitamente alla scomparsa di Berlusconi dalla scena pubblica) il famigerato spread scenderà di più di 100 punti. E il futuro delle nostre finanze cesserà di essere drammatico. La patrimoniale (che si calcola sul patrimonio ma si paga con il reddito) non sarà estremamente depressiva colpendo redditi con bassa propensione al consumo, migliorerà gli indici Gini sul reddito e sui patrimoni, darà un immediato segnale ai nostri creditori che stiamo facendo sul serio. Il governo dovrà poi garantire la massima serietà nel non sperperare questi sacrifici, ricercando continuamente un avanzo primario, controllando soprattutto la spesa pubblica corrente.

La Confindustria propone una patrimoniale ordinaria (come la CGIL) con un gettito da 6 miliardi annui che vanno a una minor Irpef per 2 miliardi e all’industria per 4 miliardi . Di questi 4 miliardi solo 2 hanno una contropartita in impegni imprenditoriali.

Meno fiscalità su imprese e lavoratori, più produttività e partecipazione.

Anche se riteniamo che l’IRAP sia diventata un’imposta sul lavoro, siamo favorevoli alla diminuzione del carico fiscale su imprese e lavoratori ma attraverso lo strumento tipo la dual income tax , attraverso cioè la detassazione degli utili reinvestiti. In tal caso la diminuzione del carico fiscale ha la contropartita nel fatto che gli utili non abbandonano la circolazione produttiva (avventurandosi ad esempio nella ricerca di lucri finanziari). Il risparmio di imposta poi, potrebbe essere destinato a fondi aziendali gestiti congiuntamente da capitale e lavoro nella ricerca di produttività. I risultati della produttività si trasformerebbero poi in aumenti salariali. Si tratta di un nuovo compromesso tra capitale e lavoro dove però i sacrifici comuni vengono gestiti congiuntamente per non ripetere gli errori del protocollo Ciampi.

La diminuzione del carico fiscale sul lavoro, darà respiro alla domanda aggregata, promuovendo una ripresa del Paese.

Più Europa

La crisi ha messo in luce le carenze dell’attuale modello europeo. Occorre operare in Europa per:

  • costruire una governance europea democraticamente eletta, finalizzata ad una programmazione europea che tenda al pareggio di tutte le bilance commerciali;
  • promuovere l’emissione di european bonds per finanziare progetti di crescita e sviluppo;
  • rafforzare il Fondo salva-Stati;
  • introdurre la tassa sulle transazioni finanziarie;
  • capovolgere l’esclusività delle politiche di pareggio di bilancio quale strumento per superare la crisi.

Lotta all’evasione e tagli alla politica

Non c’è programma di governo che, dal 1945 in poi, non abbia posto la lotta all’evasione come punto programmatico. L’unica struttura antievasiva è quella predisposta da Vincenzo Visco che per pochi anni l’ha anche potuta attuare. Ogni euro recuperato dall’evasione dovrebbe andare a ridurre le aliquote fiscali e non a finanziare spese correnti (come previsto dalle manovre tremontiane).

I tagli alla politica hanno un valore simbolico di enorme portata, ma hammo anche un valore reale se riescono a recuperare i 60 miliardi che imboccano la strada della corruzione.

Giovani e anziani

La revisione del sistema pensionistico (in pareggio per il lavoro dipendente) è una materia affrontabile avendo come base: a) la volontarietà del prolungamento dell’età pensionabile, b) destinando i risparmi anche ad aumentare pensioni minime e sociali.

Affrontare finalmente l’istituto della precarietà, della disoccupazione femminile e giovanile ed in particolare meridionale è un compito ineludibile. Abbiamo lo strumento del contratto unico a tempo indeterminato a diritti crescenti, partiamo di lì.

Read 9576 times Last modified on Sunday, 28 October 2012 23:05

Login

MiniCalendar

October 2020
SMTWTFS
123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

Manifestazione 15 ott.