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Wednesday, 18 April 2012 18:39

UNA PROSPETTIVA SOCIALISTA PER L'EUROPA E L'ITALIA Featured

Written by  Manfredi Mangano
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Noi Socialiste e Socialisti, riuniti nella Lega dei Socialisti per la Sinistra, intendiamo riaffermare la nostra fedeltà ai valori del Socialismo Democratico e riformista, espressi nella Storia del movimento operaio europeo e mondiale.
In questo momento, l'Italia sconta l'assenza di una credibile forza politica socialista, almeno quanto l'Europa sconta il predominio di forze di destra conservatrice e liberista, prone ai mercati finanziari e ostaggio della rilevazione statistica o del politico populista di turno.

Il progetto di costruzione europea, che trova le sue radici nel miglior pensiero socialista, è in pericolo oggi come mai dagli anni '70, e nella stessa sinistra avanzano voci euroscettiche, di fronte a una Bruxelles sempre più algida nella sua lealtà a un paradigma politico-economico già morto sotto i colpi della più grande crisi dal 1929.

 

In questi anni, la sinistra europea e mondiale ha trascurato l'analisi sociale, riversando in un post-modernismo maldigerito le proprie istanze di liberazione, frammentate in miriadi di rivoli identitari: dai movimenti ambientalisti a quelli femministi, a quelli contro la guerra, fino al più recente movimento dei beni comuni, nonostante la contiguità delle tematiche, la sinistra in questi anni ha costantemente rinunciato a proporre uno "sguardo d'insieme" sul mondo.

 

A questo si è sommata una sindrome di Stoccolma per le ragioni del capitalismo finanziario, nata come legittima risposta a una crisi grave del sistema di crescita keynesiano ma che col tempo è divenuta cedimento strutturale in grado di ottundere completamente ogni possibile "pensiero altro", al grido di " non c'è alternativa".

 

Se oggi siamo qui, è perchè siamo convinti che l'Alternativa non ci sia ancora, ma che vada semplicemente costruita. Va costruita supplendo in Italia alla mancanza di una grande forza della sinistra di governo, e in Europa all'afasia che ha colpito in questi anni la socialdemocrazia.

 

 

Queste sono le nostre proposte, a partire dai livelli che possiamo veramente toccare: la riorganizzazione del campo della sinistra italiana in uno schema non più subalterno alla sindrome del "centro di gravità permanente", ma potenzialmente maggioritario nella società; l'elaborazione di proposte concrete da offrire alla sinistra tutta per costruire un futuribile programma di governo, che dia una prospettiva finalmente "diversa" a questo paese.

 

L'EUROPA E I SOCIALISTI:

 

Come Socialisti Democratici non possiamo che essere convintamente e fortemente europeisti. Questo non vuol dire però che dobbiamo accettare supinamente qualunque indicazione provenga da Bruxelles. Nel silenzio totale dei mass media nazionali, infatti, Consiglio e Commissione si sono sempre più spesso nell'ultimo periodo trovati a lottare molto duramente con il Parlamento Europeo su temi anche di grande importanza per la vita di tutti noi, come l'efficienza energetica: da un lato questo dimostra la validità della nostra posizione intransigente a difesa di un riferimento forte all'Europa nella vita politica italiana, dall'altro è la miglior riprova che accettare ogni imposizione della Bce o delle lobbies finanziarie come un diktat da eseguire perchè "ce lo chiede l'Europa" è assurdo. Bruxelles ha un suo sistema politico, che oggi è in mano ai conservatori: come in ogni dibattito politico democratico, le decisioni si possono contestare. Noi con forza contestiamo a quest'Europa la scelta di una austerità depressiva, inutile e dannosa, che allontanerà per anni ogni prospettiva di ripresa a tutto vantaggio della salute di poche banche. Non è questione di cittadini greci o tedeschi: se oggi sono i greci a dover soffrire per permettere alle banche di Berlino di rientrare dell'esposizione, un domani (un domani non molto lontano a giudicare dai dati mensili), saranno i tedeschi a dover soffrire quando le loro esportazioni nella zona euro saranno crollate a causa della Crisi.

 

C'è bisogno di invertire la rotta. Una inversione che può venire solo da una rinnovata presa di coscienza dei socialisti europei, sia come soggetto politico intergovernativo, sia come soggetto politico federato e federalista.

 

Per questo motivo, sosteniamo il Manifesto di Parigi firmato da Sigmar Gabriel, Francois Hollande e Pierluigi Bersani, e il Manifesto per l'Alternativa Socialista Europea di Harlem Desir, firmato in Italia da Nichi Vendola e Sergio Cofferati, come primi passi per ridefinire una forte identità europea e riformatrice della socialdemocrazia.

 

Per questo motivo, sosteniamo con forza la richiesta del Gruppo di Volpedo di un tesseramento transnazionale al Partito del Socialismo Europeo.

 

Per questo, come Socialisti per una nuova Sinistra, proponiamo a questa Lega di farsi promotrice di una iniziativa di coordinamento internazionale, a livello se non altro di comunicazione telematica, con quelle realtà del Socialismo Europeo che più hanno portato avanti la critica al passato nel nome di una ritrovata identità della Sinistra Socialdemocratica, come l'Istituto per la Modernità Solidale tedesco o la Gauche Socialiste transalpina raccolta attorno ad Arnauld Montebourg.

 

Per questo, ci schieriamo con forza affinchè la Socialdemocrazia non si chiuda nel suo recinto, ma si confronti con esperienze e sensibilità tradizionali (dai partiti raccolti attorno al gruppo GUE / NGL che possano considerare una esperienza di governo, ai Verdi, fino ai settori progressisti del liberalismo), e sopratutto prenda in considerazione quello che è un elemento nuovo della società europea: il sentimento di rivolta generazione di quei giovani cresciuti con la speranza ( o l'illusione) di un impiego nel terziario avanzato e nel settore dei servizi, e oggi schiacciati dalla crisi su tassi di disoccupazione e precariato spaventosi. Questi giovani sono oggi lo zoccolo duro elettorale di movimenti come i grillini italiani o i Pirati nordici, seppure con le dovute grosse differenze, e vanno coinvolti, con le loro istanze, nella realizzazione di un nuovo progetto di sviluppo.

 

L'ITALIA E I SOCIALISTI:

 

Con la salita al potere del Governo Monti, la situazione politica italiana è mutata drasticamente. Rispetto al Berlusconismo come l'abbiamo conosciuto politicamente negli ultimi anni, ossia un aggressivo nazionalpopulismo teso a ristrutturare in senso gerarchico e protezionistico la società italiana, abbandonando le suggestioni reaganiane a favore di un paternalismo corporativo, il Governo Monti si pone in continuità politica con la linea degli ultmi 20 anni di Europa e di mondo: una convergenza di destre, centri e sinistre di varia gradazione sulla difesa di un modello di sviluppo segnato dalla prevalenza dei mercati finanziari e dall'affidabilità di debiti e bilanci pubblici.

 

Non possiamo che esprimere il nostro dissenso da un Governo che fa pagare la voragine dei nostri conti ai ceti medio bassi, ma non possiamo sottovalutare gli effetti che tale esperienza avrà sul sistema politico nazionale, specialmente in considerazione di tentativi di riforma della legge elettorale che ripetutamente mirano a stabilizzare il sistema in modo da smussare il potere delle estreme, e degli impegni gravosi di bilancio che l'Italia dovrà assumersi in ragione della sua adesione al Fiscal Compact.

 

La Lega dei Socialisti ha svolto finora un egregio compito nel tentare di far parlare tra loro le diverse anime della sinistra, cogliendo anche risultati importanti.

 

Noi proponiamo di proseguire su questo solco, mantenendo come asse principale della nostra azione politica la realizzazione di una alleanza politica di stampo riformista, incardinata su SEL, PSI, un PD sottratto alle sirene centriste e la parte della FED che desidera confrontarsi con la prova del governo. Una simile compagine potrebbe essere sia il nocciolo duro di un più ampio progetto di governo da rivolgere a ambientalisti, radicali e forze progressive di stampo moderato, sia la base di una possibile, futura aggregazione politica di stampo socialdemocratico.

 

In ragione di ciò, proponiamo:

 

-Che la Lega dei Socialisti mantenga e rafforzi la sua natura di movimento transpartitico impegnato nella ricucitura di un dialogo tra le forze di sinistra vicine a una prospettiva socialdemocratica.

 

-Che in tale ottica, prosegua e espanda il lavoro di coordinamento con la galassia dell'associazionismo socialista inaugurato col convegno di Roma tenutosi alla Fondazione Nenni lo scorso gennaio, promuovendo il confronto tra loro e tra tutti gli interlocutori politici interessabili sui temi di attualità della politica italiana. Ottimo esempio di ciò il convegno di ieri 20 aprile 2012.

 

-Che i compagni della Lega iscritti al Partito Socialista Italiano rafforzino il più possibile il proprio radicamento negli organi dirigenti e nelle strutture locali del Partito, e che premano per utilizzare in prima persona gli spazi di espressione comuni al Partito stesso, come l'Avanti online, l'Avanti della Domenica e il sito ufficiale del PSI.

 

-Che i compagni della Lega iscritti al Partito Socialista Italiano lavorino attivamente all'aggregazione di una area politica più ampia dell'attuale Sinistra Socialista che possa rappresentare una alternativa concreta all'impostazione della segreteria Nencini, di cui il progetto Libera Italia (rassemblement laico moderato a cavallo tra PD e Terzo Polo) costituisce la plastica rappresentazione. Senza rispondere alle provocazioni di chi ci vorrebbe portatori di un progetto annessionistico, dobbiamo porre con forza la questione di un rapporto anzitutto di alleanza e collaborazione, e in seguito federativo o costituente, con le aree politiche più vicine a noi nella sinistra italiana (SEL, Area Fassina nel PD, settori della Fed, Movimenti dei Sindaci e dei Beni Comuni etc).

 

-Che i compagni della Lega iscritti a Sinistra Ecologia Libertà si coordinino con ancora maggior vigore e incisività, partendo dall'iniziativa dei "Socialisti di SEL" nata sul web, partendo da chi si riconosce nell'esperienza storica del PSI ed è approdato a questa formazione, ma allargando il più possibile la propria azione a quei soggetti che si riconoscono nel bisogno di costruire un'area politica della sinistra di Governo. Il recente convegno di Roma con la partecipazione di Orfini e Migliore, le aperture dello stesso Migliore a livello internazionale rispetto al PSE, sono i semi che vanno coltivati, costituendo se nel caso non una corrente ma una visibile e orgogliosa componente culturale che vuol far sentire la profondità delle proprie radici.

 

-Che i compagni iscritti o vicini al PD o alla FED, e in particolare alla componente del Partito del Lavoro di Cesare Salvi e Gian Mario Patta, lavorino in coerenza con chi, nelle loro formazioni, lotta contro opposte spinte estremiste e neocentriste.

 

- A tutti i compagni della Lega dei Socialisti, poniamo l'obiettivo di migliore sempre di più la nostra interfaccia diretta col movimento sindacale, in particolar modo con la CGIL tutta e con le aree della UIL critiche con la gestione ondivaga del segretario Angeletti: l'unità sindacale è per noi il primo valore, da difendere a ogni costo contro i desideri di chi, come Marchionne o Sacconi, vuole dividere il sindacato per renderlo più malleabile e subordinarlo al loro progetto di ristrutturazione gerarchica della società.

 

-A tutti i compagni della Lega dei Socialisti, poniamo l'obiettivo di collaborare con sempre maggiore incisività al radicamento sul territorio nazionale dell'ANCODAS, come strumento di mutualismo socialista diretto e innovativo, e come "buona pratica" di radicamento sociale.

 

PROPOSTE PER LA SINISTRA DI GOVERNO:

 

Offriamo qui pochi spunti programmatici, per una agenda di governo della sinistra che voglia colpire le rendite e privilegiare l'economia reale, attraverso l'unità tra lavoratori dipendenti, piccole e medie imprese, nuovi ceti emergenti (precari, donne lavoratrici, immigrati), e impresa innovativa. A loro, che sono i nostri referenti politici ideali, offriamo le nostre idee.

 

Una patrimoniale sulle grandi ricchezze. Unitamente alla vendita di beni immobili dello Stato, abbatte il debito dal 120 al 100%. Contestualmente si emette nuovo debito rivolto agli italiani per recuperare 5 punti di PIL da destinare a investimenti produttivi ed infrastrutturali. Con questa manovra: a) diamo uno scossa significativa all’economia; b) diamo un segnale ai finanziatori esteri che siamo in grado di rispettare i nostri debiti e riduciamo di molto lo spread; c) diamo un segnale alla popolazione che vede tornare un po’ di equità, l’obiettivo è quello di abbattere il livello di o,67 dell’indice Gini sulla distribuzione della ricchezza.

Una lotta all’evasione fiscale. Un segnale forte che è finita l’era della furbizia berlusconiana e si fa veramente giustizia, sociale e non.

Un progetto congiunto con i partiti socialisti europei per modificare il “fiscal compact” ed emettere gli Union Project Bonds per finanziare un piano europeo per rilanciare l’assetto produttivo e tendere a che ogni paese europeo abbia la bilancia commerciale in pareggio. Dare potere legislativo al parlamento europeo che elegga un governo europeo non più costituito dai governi dei singoli paesi.

Avviare una grande stagione di Mitbestimmung all’italiana, rinnovando completamente la cultura imprenditoriale e sindacale, troppo pedissequamente limitati a difendere un modello superato. Attuare l’art. 46 della Costituzione e lanciare una campagna per l’irrobustimento delle imprese italiane troppo affette da nanismo. Promuovere l’impresa cooperativa che riscopra la missione originaria, in particolare per il rilancio dell’imprenditoria femminile e giovanile.

Rilanciare una stagione di nuova imprenditoria che punti sulla qualità del lavoro, valorizzi le intelligenze, persegua la produttività. Fare del general intellect il fulcro del rilancio europeo nella divisione internazionale del lavoro.

Un progetto concreto di inserimento delle donne nell'economia italiana: la banca d'Italia segnala che il PIL del nostro Paese potrebbe crescere fino al 7%, se dall'attuale 46% di occupazione femminile si passasse al 60%. Si devono studiare politiche di incentivi e garanzie per rompere il famigerato "glass ceiling", e si deve prima di tutto promuovere la conciliazione tra tempi lavorativi e vita familiare, con politiche di welfare nazionale, locale e anche aziendale in grado di promuovere l'effettiva parità uomo-donna (congedi di paternità, asili nido aziendali, asili di prossimità etc).

Una stagione di lotte per nuovi diritti civili, che tengano in considerazione la domanda di nuove forme di individualità e di collettività emerse nella nostra società: regolarizzazione dei diritti dei conviventi, fino al riconoscimento dei matrimoni omosessuali, leggi contro la discriminazione di genere e l'omofobia, provvedimenti per l'integrazione sociali degli immigrati, testamento biologico, fecondazione assistita, diritti digitali e riforma del diritto d'autore sul modello copy-left, libertà del web e riforma delle leggi sull'informazione e i mezzi di comunicazione sono solo alcuni dei primi fronti di lotta per aggiornare il nostro sistema di tutele alle nuove formazioni sociali.

 

I primi sottoscrittori:

 

BUONAIUTO Andrea, LDS Campania

BUTINI Nadia, LDS Piemonte

GATTI Renato Costanzo, LDS Lazio

MANGANO Manfredi, LDS Marche

PUGLIESE Matteo, LDS Liguria

RICCIUTO Enrico, LDS Campania

 

Il documento è aperto alle sottoscrizioni di ogni altro compagno della Lega o esterno che intendesse aderire. Lo consideriamo come un libero contributo alla discussione di sabato, che riteniamo debba essere anzitutto un luogo di confronto, più che un congresso. Semmai dovrà essere un momento di organizzazione e di discussioine propedeutico al lancio di una grande Assise della Lega dei Socialisti, convocata ufficialmente dopo una capillare campagna di organizzazione e tesseramento sui territori.

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