Sunday, 13 May 2012 10:48

Alcune critiche alla Lega dei Socialisti. Featured

Written by  Riccardo Achilli
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento critico verso la LDS, nell'intento che esso possa suscitare un intenso e fruttuoso dibattito sulle prospettive di formazione e di crescita della LDS

La redazione della LDS

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di Riccardo Achilli

Io credo che il vertice della Lds, come la grande maggioranza dei suoi sostenitori, non abbia realmente l'idea di porsi come soggetto di riferimento di un'aggregazione di sinistra, anche solo riformista e socialista. Questa idea sconta infatti un elemento molto pratico. Per potersi proporre come riferimento di un simile progetto, occorre dotarsi di una massa organizzativa minima, di una struttura sul territorio, di una piattaforma programmatica idonea, di una visibilità mediatica autonoma, ed avere superato almeno uno o due test elettorali con risultati significativi.

 

Solo così si può minimamente sperare di avere una "massa gravitazionale" idonea a proporsi come soggetto aggregante di riferimento. Una cosa del genere richiede, lavorando in modo molto efficace, molto intenso e molto rapido, almeno 2-3 anni (questo è stato ad esempio il tempo di incubazione della Linke). Con i tempi della Lds, che ancora manco ha fatto partire il tesseramento (cioè una cosa assolutamente basilare e preliminare) direi il doppio, quindi dai 4 ai 6 anni.

 

Nel frattempo, in tutti questi anni, accadrebbero sicuramente almeno due cose:

a) il PSI, oramai stabilmente collocato al di sotto dell'1%, scomparirebbe, quasi sicuramente dentro il PD, come sembra essere la linea dell'attuale segretario di questo partito. Quindi la stessa autonoma presenza di un socialismo di sinistra, erede di Nenni, Lombardi o Pertini, scomparirebbe dal radar per sempre;

b) qualcun altro, già dotato di quella "massa gravitazionale" cui accennavo, prenderebbe la bandiera dell'unità a sinistra, ovviamente soltanto per farne un cartellicchio elettoralistico atto a strappare qualche concessione di potere al PD, cui sarebbe fisiologicamente ed acriticamente ancorato (e credo che in ciò Ferrero sia già un bel pezzo avanti, e lo stesso Vendola, in calo di popolarità, proprio perché il progetto di Ferrero non è serio, credo che accetterà di parteciparvi). A quel punto, qualsiasi progetto vero di unità a sinistra sarebbe spiazzato.

Allora, e non me ne vogliate a male se utilizzo il sarcasmo, la Lds, tranne alcuni elementi sani (cui aggrego anche Camagni, che mi sembra persona di spessore, ed anche Santoro) è composta soltanto da un gruppo di pirandelliani personaggi in cerca di autore. E' l'ennesimo frammento della diaspora socialista che sta cercando la strada per sopravvivere al declino del socialismo nel nostro Paese (di cui reputo principalmente responsabile il craxismo). Un declino che a breve, forse nel giro di pochi mesi, arriverà alla sparizione definitiva, con lo scioglimento delle spoglie del PSI dentro il PD.

Questi personaggi, per scongiurare questo destino, che si tradurrebbe nella loro stessa fine politica, sperano di potersi salvare agganciandosi alla SEL, illudendosi che la piccola componente socialista già dentro SEL possa giocare di sponda con loro, per garantire loro la conservazione di un minimo di autonomia. E magari sperano che, così facendo, in un secondo momento riescano a rafforzarsi nuovamente, magari attirando a sè il partito del lavoro di Salvi e Patta, o gli elementi socialisti presenti nel PD. Naturalmente si illudono, per vari motivi (la SEL è un partito personalistico, in cui ogni forma di autonomia interna è stata cancellata e repressa, i socialisti comunque presenti dentro la SEL sono di fatto incapaci di conquistare, essi stessi, un minimo di margine di autonomia, ma soprattutto perché esiste un differenziale di peso elettorale, fra PSI e SEL, pari ad una proporzione di 1 a 6; ed una simile sperequazione elettorale è l'anticamera non ad un rapporto paritario, ma all'egemonia di SEL; Salvi non ci pensa nemmeno a lasciare la Fed per andare con loro).

Mi spiace dirlo, ma la Lds non giocherà nessuna partita, perché non ha un campo da gioco dove giocarla. Ha una sola carta giocabile, peraltro la cui probabilità di riuscita è esilissima: la carta dell'autonomia. Sganciarsi dal PSI, aprirsi all'opinione pubblica ed ai movimenti, e cercare di strutturarsi come partito socialista di sinistra autonomo, tentando la crescita elettorale, e poi in un secondo momento l'unità a sinistra. E' una partita disperata, stante anche l'attuale legge elettorale, che se sei piccolissimo e non ti coalizzi con nessuno, tende a schiacciarti come un bacherozzo. Ma è l'unica partita giocabile per difendere l'esistenza del socialismo. Non i flirt mortali con la SEL, come fatto a La Spezia, che è un pessimo esempio, non un buon modello, come sostiene il segretario della LDS. Ma non è questa la strada che la Lds sta scegliendo. Non è questa la strada attualmente preferita dal suo segretario. In fondo, un "suicidio socialista" dentro la SEL, può rendere in cambio qualche posto in lista alle elezioni, come forse qualcuno ha già tentato di fare. Primum vivere.

Peccato.

 

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