Saturday, 23 June 2012 15:19

LE RAGIONI DI UN CONGRESSO NAZIONALE Featured

Written by  Franco Bartolomei
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Penso che i Socialisti debbano essere contrari ad un accordo con il PD, anche nell’ipotesi in cui Vendola dovesse aderire alla proposta di Bersani di una coalizione elettorale limitata al PD a SeL e ad una lista civica nazionale di appoggio .

Questa soluzione sarebbe la morte della sinistra italiana, perché segnerebbe la fine di ogni possibilità di ricostruirla attorno alla riaffermazione di una sua nuova, e finalmente maggioritaria, identità Socialista.

 

Un esito politico del genere ricalca purtroppo quello a cui si rassegna la maggioranza del partito nel documento della Direzione Nazionale contro cui ho votato.

Infatti a Bersani non si risponde rilanciando una proposta di programma finalizzata a ricostruire una soggettività politica Socialista , ma si annuncia di voler essere parte di primarie congegnate sullo schema di un neo-ulivo troncato a sinistra ed aperto al centro.

Sono quindi favorevole ad un accordo con PD e SEL solo se avviene attorno attorno alla costruzione di un grande soggetto politico chiaramente identificato come Socialista .

Altrimenti se dobbiamo aderire ad una formula elettorale ,come quella che mostra di proporre Bersani , per continuare nella distruzione della identità e della autonomia culturale della sinistra italiana , in pura continuità con la Seconda repubblica , preferisco di gran lunga per un accordo difensivo a sinistra del PD tra le forze che ancora vogliono richiamarsi alle identità storiche della sinistra italiana .

In particolare ,in questo caso , tra noi Socialisti , SEL e FED.

Appare ormai evidente che Bersani lavora esclusivamente al completamento del progetto Partito Democratico come contenitore moderato della maggior parte del centro-sinistra, utile ad una politica di gestione dello stato e dei rapporti sociali esistenti ben lontana da ogni progetto di alternativa di modello In questo senso cerca di realizzare bene lo stesso disegno non riuscito a Veltroni , continuando nell' interpretazione fedele delle linee di indirizzo generale che muovono il sistema politico dopo la fine della prima repubblica .

Si tratta a ben vedere di una linea nettamente contrastante, nella diversa qualità dei suoi obiettivi ,da quella che noi vogliamo affermare della costruzione in Italia di una nuova grande forza Socialista ,capace di rendere la sinistra italiana protagonista di un progetto di trasformazione democratica degli assetti economici e sociali in grado di rispondere su un terreno di riequilibrio sociale alla crisi verticale del modello di crescita fin qui affermato con la finanziarizzazione e la terziarizzazione delle economie sviluppate.

Siamo quindi di fronte a due distinte linee politiche, che avranno una valenza di lungo periodo in quanto il sistema politico è giunto ad una fase di  inevitabile ridefinizione  dei proprio assetti , rispetto alle quali il Partito socialista deve assumere una scelta che vincolerà il partito negli anni a venire.

Queste sono le ragioni della nostra richiesta di tenere il Congresso Nazionale al più breve.

Teniamolo nella chiarezza di tutte le posizioni e verifichiamo se esistono le condizioni per una proposta comune , partendo dalla analisi comune  sulla natura strutturale della crisi, recepita anche dal   documento della maggioranza di Fiuggi che parla di una crisi di sistema, a cui è necessario rispondere con un mutamento del modello economico -finanziario neo-liberista che ha condotto l'occidente sul baratro.

Questo rende forti le ragioni della unità tra i Socialisti  al di là una profonda differenza che si va manifestando sulle scelte politiche di scenario che il Partito dovrà adottare .Penso che questa scelta verrà  vissuta  da tutti con la consapevolezza comune che la garanzia  della identità Socialista nei processi di ricostruzione della sinistra italiana  non è un problema nominalistico ma sostanziale ,  ed in ogni caso la proposta di Bersani è tutta all'interno di un quadro di sostegno alle impostazioni del governo monti , ed è in perfetta linea di continuità con il precedente Ulivo.

Noi non crediamo che i giochi siano fatti,  ed accettare la  proposta Bersani sia divenuto  per noi  inevitabile .

Sono convinto che se il Partito Socialista tiene duro contro l'accordo con il PD il progetto iniziale di Sinistra e Libertà potrebbe divenire ancora recuperabile. Il centro-sinistra nuovo a cui guarda Bersani  non è, infatti , l'unione di Prodi , ma il progetto Veltroni perfezionato , e se Sel aderisse a questo disegno rischierebbe di spaccarsi.

Vendola sarà quindi costretto a scegliere, ed in quel momento si aprirà uno spazio nuovo per noi , soprattutto se sapremo tenere il no alla proposta di Bersani ,per poter rendere possibile il recupero della proposta originaria di Sinistra e Libertà.

Un Ragionamento analogo vale per la FED in cui Ferrero, padre della nuova svolta unitaria della Fed., tiene coerentemente la contrarietà alla proposta Bersani , ed il comico Comunista identitario Diliberto in nome della vecchia solidarietà con D'Alema , come ai tempi di Cossutta , gioca di sponda con Bersani.

FRANCO BARTOLOMEI segreteria nazionale del Partito Socialista Italiano

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