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Monday, 22 August 2011 20:58

Una "porcata" all'ennesima potenza Featured

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Strano davvero questo Paese, in cui le «porcate» tendono ad essere elevate all'ennesima potenza, persino con la attiva mobilitazione di chi vorrebbe costruire una vera alternativa politica basata su un concreto ed autentico consenso popolare.

Spiace doverlo rimarcare, ma la posizione di Vendola e di tutti coloro che sostengono la necessità di un referendum per cancellare quella che è stata definita da tutti una legge elettorale «porcata», risulta essere un' ennesima «porcata», di non piccole dimensioni, che ci allontana ulteriormente dal poter restituire al popolo la sua legittima sovranità e dignità.

 Abolire semplicemente la legge che esiste, infatti, non fa altro che rafforzare il maggioritario e i partiti «contenitori plastificati» che ne beneficiano.

 E' una vera e propria «medicina ammazza paziente». Se la nostra democrazia è malata di «protagonismo», così la si ridurrà a populismo imperante «ope legis».

 Se ci fosse stata da sempre una legge proporzionale nel nostro paese, la quale, se qualcuno se ne è dimenticato, fu sempre difesa da Craxi, contrariamente ai suoi «nemici postcomunisti», Berlusconi non avrebbe mai preso e conservato così a lungo il suo potere, in analogia alla legge Acerbo, della stessa natura, che favorì largamente l'avvento del fascismo e che fu denunciata, con i bogli che ne conseguirono, fino alla morte da Matteotti.

 Abbiamo bisogno di un Parlamento di persone che sappiano rappresentare la gente e i concreti bisogni popolari, non una sorta di casermaggio di «allineati e coperti» ai "padroni" dei partiti, alle direttive della BCE e degli speculatori della globalizzazione a senso unico neoliberista.

 Difendere la rappresentanza popolare è il primo dovere di chi ambisce ad essere democratico e il Socialismo non è altro che l'affermazione di una democrazia partecipativa.

 Allora, se questo è vero, non si può rincorrere una legittimazione europea e allo stesso tempo negare in casa propria l'ABC della democrazia e del socialismo.

 Se non se ne renderà conto Vendola, auspichiamo che, almeno, se ne accorgano i numerosissimi compagni di SEL che credono ancora che nel nostro paese la democrazia possa avere un futuro, e con loro, magari, anche altri nella base del PD. Non contiamo invece su chi seguita ad andare al passo cadenzato da Di Pietro fin dalla sua operazione inziata nel 2008, quando raccolse anche allora le firme per conferire al partito più grande il premio di maggioranza, dimostrando palesemenete che in quel "suo" partito spesso la confusione e la demagogia regnano sovrane. Come fu evidenziato dal fatto che, quando ci si rese conto che con quel referendum si segavano i piedi della poltrona in cui si era seduti, la stessa IDV si schierò contro tutto ciò che essa stessa aveva promosso. Anche in questo caso per la povera SEL, che, pur con i suoi molteplici e bellissimi intenti, risulta purtroppo fatta ancora di «tanti personaggi in cerca di autore», mai tale vicino appare più «ingombrante», così come fare da sostegno ad un PD che, come mira, ha solo quella di «levarsela di torno» al più presto con il suo per noi straordinario, ma per il PD «assai straripante» leader.

 C.F.

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